La Consulta Regionale dei Piccoli Comuni, delle Unioni di Comuni e dei Comuni derivanti da Fusioni, di ANCI Liguria rappresenta gli interessi di 181 Comuni liguri sotto i 5.000 abitanti – 51 in provincia di Genova, 50 in provincia di Savona, 59 in provincia di Imperia e 21 in provincia della Spezia.

Un ruolo strategico, quindi, considerando che il 78% dei Comuni della Liguria conta meno di 5.000 abitanti.

Dalle problematiche connesse all’applicazione della riforma degli enti locali alle tematiche relative alle Aree Interne e allo sviluppo rurale, passando per la tutela di servizi essenziali per i cittadini, come gli uffici postali, la Consulta Regionale dei Piccoli Comuni si occupa quindi di rappresentare ed esprimere le istanze degli amministratori e delle comunità locali di minore dimensione, che hanno bisogno di un sostegno specifico rispetto alle proprie peculiarità e alle caratteristiche dei territori.



Politiche di controesodo, piccoli comuni smart ed    efficienti,    indennità    di    responsabilità proporzionale   ai   compiti   assegnati   per  gli amministratori,   superamento   del   limite   di mandato:  queste,   in  sintesi,  le  priorità   dei piccoli Comuni italiani,  fissate nel  Manifesto
di Gornate
”,  approvato il  5  luglio  al termine della  XIX  Conferenza  nazionale  ANCI  Piccoli Comuni.
Al  centro  del  dibattito  anche  i  contenuti del “Dossier dei Piccoli Comuni”.

PICCOLI COMUNI: CONTRO LO SPOPOLAMENTO MENO BUROCRAZIA, NORME CHIARE E PIU’ SERVIZI AI CITTADINI

Snellimento burocratico a fronte anche di poco personale; sgravi fiscali e incentivi per il sostegno ad attività produttive, commerciali e turismo; potenziamento dei servizi essenziali per i cittadini; ‪adeguata copertura assicurativa ai Sindaci; capacità finanziaria propria e contributi per investimenti non a pioggia ma a grandine; fondi strutturati per una seria programmazione pluriennale degli interventi di piccole dimensioni; eliminazione del limite dei mandati per i Sindaci nei Comuni con popolazione inferiore a 1.500 abitanti, dove amministrare è sempre molto complicato; norme chiare sull’associazionismo; revisione della governance delle Città metropolitane, che troppo spesso fagocitano le piccole amministrazioni imponendo decisioni non sempre vantaggiose: sono alcune delle proposte che gli amministratori liguri hanno portato all’attenzione dei Sindaci italiani e dei rappresentanti del governo presenti oggi a Gornate Olona, il borgo del Varesotto che ospita la XIX Conferenza nazionale ANCI Piccoli Comuni.

«La soluzione ai problemi dei piccoli Comuni non consiste in una risposta univoca, ma in molteplici azioni da mettere in campo – afferma il coordinatore Piccoli Comuni di ANCI Liguria Enrico Piccardo, Sindaco di Masone (GE) – Forse non è più il tempo dei grandi movimenti di massa, ma deve tornare di moda il motto ‘pensare globalmente, agire localmente’. I piccoli Comuni non sono un orpello del passato da tagliare, ma uno degli strumenti dai quali ripartire per ricostruire, dal basso e capillarmente sul territorio, una società più giusta e democratica».

I piccoli Comuni, con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, in Italia rappresentano circa il 70% dei Comuni, con una superficie territoriale – amministrata – che supera il 54% di quella nazionale e una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti.

In Liguria sono 183 su 234, oltre il 78%; di questi, più della metà, 98, hanno meno di mille abitanti (il 53,5%) e 48 meno di 500 abitanti. La popolazione complessiva è di circa 244mila persone, su oltre 1 milione e mezzo di residenti in Liguria (circa il 16%).

«I piccoli Comuni sono presidi fondamentali, rappresentano la stragrande superficie territoriale della regione, per lo più boschiva e a rischio dissesto idrogeologico – commenta il direttore di ANCI Liguria Pierluigi Vinai – Non possiamo permetterci di abbandonare così ampie fasce di territorio. C’è però un dato singolare, che vorrei sottolineare: nei 183 piccoli Comuni liguri vi sono 21 donne a capo delle amministrazioni, una percentuale del 12%, una diversa sensibilità che costituisce il valore aggiunto nei confronti, ad esempio, dei temi sociali, che tengono unita la comunità».

Sul tema delle De.Co., i prodotti a denominazione comunale, è intervenuto l’assessore allo Sviluppo dell’entroterra di Regione Liguria Stefano Mai, alla tavola rotonda per la salvaguardia delle tipicità e delle economie locali: «La promozione dei territori passa anche attraverso la valorizzazione dei prodotti agroalimentari, che in qualche modo ne riassumono la storia. Le De.Co. sono un percorso che consegna ai Sindaci, uno strumento aggiuntivo, appunto, di promozione, e molti di loro stanno seguendo questa linea, consapevoli del grande beneficio che porta alle comunità che rappresentano».