6/03/2020
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del  4 marzo 2020 recante misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus
: il testo del provvedimento .

Le disposizioni del decreto producono effetto dal 4 marzo 2020 al 3 aprile 2020 (salvo diverse previsioni contenute nelle singole misure).

Gli articoli 3 e 4 (Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale) del DPCM 1 marzo 2020 cessano di efficacia, mentre rimangono vigenti le misure urgenti di contenimento del contagio (articolo 1 e 2 DPCM 1 marzo 2020) nelle zone rosse e gialle (allegato 1, 2 e 3 DPCM 1 marzo 2020); tali misure si applicano comunque cumulativamente in questo caso con le misure previste nel presente DPCM.

Articolo 1 – “Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19”.

  • Sospensione di congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi di pubblica utilità, inoltre sono rinviati a dopo il 3 aprile ogni altra attività convegnistica o congressuale.
  • Sospensione fino al 3 aprile di manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, sia in luogo pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro (cinema, teatri, discoteche)
  • Sospensione fino al 3 aprile degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti sia in luogo pubblico che privato. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento all’interno di impianti sportivi a porte chiuse, oppure all’aperto senza la presenza di pubblico. Lo sport di base e le attività motorie in genere (svolte all’aperto o all’interno di palestre, piscine e centri sportivi) sono ammesse a condizione che si mantenga, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno 1 metro.
  • Sospensione sino al 15 marzo dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle suole di ogni ordine e grado compresa università, corsi professionali e corsi per anziani, fermo restando in ogni caso la possibilità di svolgere attività formativa a distanza, anche nelle università italiane; sono inoltre sospesi i viaggi d’istruzione, gite scolastiche e similari. La riammissione nei servizi scolastici nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattie infettive di durata superiore a 5 giorni avviene dietro presentazione del certificato medico.
  • Limitazione all’accesso dei visitatori nelle aree di degenza e nelle residenze sanitarie assistenziali, anche per non autosufficienti; divieto per gli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto.
  • Applicazione del lavoro agile per ogni a ogni rapporto di lavoro subordinato con semplificazione degli obblighi di informativa da trasmettere in via telematica.

Articolo 2 – “Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale”.

  • Raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologia di evitare di uscire dalla propria abitazione, oppure mantenendo la distanza interpersonale di almeno 1 metro.
  • Esposizione presso le scuole, negli uffici della pa e anche presso gli esercizi commerciali a cura dei sindaci e associazione di categorie delle informazioni sulle misure di prevenzione in ambito sanitario
  • È raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali di offrire attività ricreative individuali alternativi a quelle collettive interdette dal presente decreto, favorendo quelle svolte all’aperto oppure presso il domicilio degli interessati.
  • Nelle pa e in particolare nelle aree di accesso alle strutture e in tutti i locali aperti al pubblico vengono messe a disposizioni soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani. Le aziende di trasporto pubblico adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi.
  • Obbligo di comunicazione alle Asl per tutti coloro che hanno sostato nelle zone oggetto di focolai attraverso l’autodenuncia.
  • Indicazione degli adempimenti che deve adottare l’operatore di sanità pubblica.
  • Raccomandazione su tutto il territorio nazionale delle misure di prevenzione igienico-sanitarie di cui all’allegato 1 del presente DPCM.

Articolo 3 – “Monitoraggio delle misure”.

Il Prefetto territorialmente competente monitora l’applicazione delle misure previste nel presente decreto da parte delle amministrazioni competenti.



ORDINANZE DEL SINDACO : (in base alle norme attualmente vigenti, sottoriportate non esiste più la necessità che i Sindaci emettano alcune ordinanze sull’emergenza epidemiologica COVID-19).

L’articolo 35 dispone che, “A seguito dell’adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 non possono essere adottate e, ove adottate sono inefficaci, le ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza predetta in contrasto con le misure statali”.

n.b. il Ministero dell’interno ha diramato la  presente circolare che interviene a seguito delle disposizioni di cui all’art. 35 del decreto legge n. 9/2020, che ha disposto la non possibilità di adozione di ordinanze  sindacali  contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza e inefficacia di quelle già adottate  se in contrasto con le misure statali, stante la vigenza del DPCM  1 marzo 2020 che  disciplina in modo unitario  il quadro degli interventi su tutto il territorio nazionale.  La Circolare invita tutti i Prefetti a concordare attraverso apposite riunioni di coordinamento le misure di carattere contingibile e urgente che non devono essere in contrasto con le misure statali in atto.

la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Protezione Civile, riscontra un quesito di ANCI e rappresenta che le modalità di permanenza domiciliare sono disciplinate dall’art.2 del DPCM del 4 marzo 2020, che pone in capo all’operatore di  sanità pubblica e ai servizi di sanità pubblica territorialmente competenti le attività sopra richiamate per la prescrizione della permanenza domiciliare dei soggetti interessati.
(Per il momento si riferisce solo alle ordinanze riguardanti la permanenza domiciliare fiduciaria, anche se dal corpo della nota non si distingue ma si capisce leggendo l’oggetto). Per le altre tipologie di ordinanza si procede come fino ad oggi – in attesa della convocazione del Prefetto – come previsto sopra.