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Anziani e aree interne: il modello a "geometrie variabili" per l'entroterra

 

Cambiare prospettiva, abbandonare i modelli urbani e valorizzare la rete di solidarietà naturale dei territori isolati. Questo il cuore dell’intervento di Annalisa Cevasco, Direttrice reggente di Anci Liguria, al convegno "Forza generativa. Gli anziani protagonisti di coesione e innovazione sociale", che si è svolto questa mattina nella Sala Blu dell'Acquario di Genova.

Al centro della riflessione, la necessità di ripensare le politiche per la terza età partendo dalle reali caratteristiche geografiche e sociali della Liguria, un territorio tutt'altro che omogeneo.

La Direttrice reggente ha tracciato una vera e propria mappa macro-territoriale della regione, divisa in tre fasceurbano-costiera, caratterizzata da dinamiche proprie e ad alta densità; di interscambio, la "cintura" dove il mondo urbano confina con quello rurale, dove possono nascere le migliori sinergie tra costa ed entroterra; i Comuni lontani, o aree interne, zone isolate, con popolazioni ridotte e spazi infiniti, dove il modello di welfare cittadino è destinato a fallire.

"La prima cosa da mettere a fuoco è la dimensione - ha detto Cevasco - I modelli che pensiamo sono spesso urbani, ma nell'entroterra più lontano questo approccio non ha alcuna possibilità di reggere", e ha ricordato come anche lei, da "urbana", abbia inizialmente commesso l'errore di dare per scontata l'accessibilità ai servizi.

Nelle frazioni più isolate, la socialità e l'invecchiamento attivo si scontrano con problemi logistici enormi: per incontrare un'altra persona spesso è necessario percorrere chilometri.

Per superare l'isolamento, è necessaria una mobilità ripensata per le aree interne, e strumenti digitali che permettano agli anziani di rimanere in contatto (anche solo per giocare a scacchi a distanza) e di attivare scambi intergenerazionali con i più giovani.

I nonni non sono un peso, ma una risorsa economica e culturale, custodi del territorio e della salute: mangiare prodotti stagionali è un modello di corretti stili di vita e aiuta l'economia locale; le tradizioni degli anziani, infine, contribuiscono a mantenere vivo il paesaggio e il territorio.

Il welfare del futuro per l'entroterra deve innestarsi sulle reti di solidarietà naturale già esistenti tra chi ha scelto di rimanere in questi luoghi più remoti.

La sfida si riassume quindi nel concetto di geometrie variabili, ovvero la capacità delle istituzioni di adottare una variabilità di approccio che sappia adattarsi, caso per caso, alle diverse anime del territorio ligure.

 



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