In sede di Conferenza Unificata del 18 marzo è stata raggiunta l'intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delegato per le Disabilità e del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro della Salute e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e di riparto del Fondo per le non autosufficienze relativo al triennio 2025-2027 (vedi allegati).
Il DPCM provvede al riparto alle Regioni per il successivo trasferimento agli Ambiti Territoriali Sociali delle risorse del Fondo per la Non Autosufficienza 2025-27, finalizzato alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell’assistenza sociosanitaria per la platea delle persone con disabilità e le persone anziane non autosufficienti, che ammonta a 982,2 milioni nel 2025, 934,5 milioni di euro nel 2026 e 1.108,4 milioni di euro nel 2027.
Il decreto adotta anche il Piano per la non autosufficienza 2025-2027, che riguarda le persone con disabilità non autosufficienti fino ai 70 anni (frutto di un percorso condiviso, già approvato dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale e dalla CTFS) e prevede la successiva adozione con decreto (art.6) del Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziani (di età pari o superiore a 70 anni) 2025-27.
Sul totale delle risorse, sono previste quote vincolate:
Su richiesta di Anci, è stata introdotta una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse tra le due platee (persone con disabilità e anziani NA), senza un riparto rigido a monte: saranno Regioni e ATS a definire la programmazione in base alle esigenze territoriali.
Una parte delle risorse del FNA è destinata infatti in maniera indistinta a entrambe le platee: tale quota è pari a 605,1 milioni di euro per il 2025, 619,9 milioni di euro per il 2026 e 793,8 milioni di euro per il 2027, ed è ripartita tra le Regioni sulla base dei seguenti criteri (aggiornati su richiesta della Corte dei Conti e della CTFS):
In sede di Conferenza, nell'esprimere l'intesa, Anci ha sottolineato tuttavia l'assoluta necessità, stante il grande ritardo accumulato, di procedere con la massima urgenza al perfezionamento dell’iter di adozione del decreto, nonché di procedere ad una revisione complessiva del funzionamento del Fondo, volta a superare le criticità strutturali attuali e a garantire una programmazione più fluida e stabile per i territori; esigenza che deve estendersi all’intero sistema di finanziamento delle politiche sociali.