“I dati del Pnrr che ci dicono che i piccoli Comuni hanno avuto una performance di spesa uguale a quella delle dei grandi comuni e la qualità degli interventi di questi due giorni mi hanno fatto pensare che la qualità dei sindaci non è proporzionale al numero degli abitanti. Anzi spesso la circostanza che bisogna governare da soli piccole comunità addestra i sindaci ad essere migliori. Come associazione continueremo il nostro impegno per le piccole realtà portando il position paper emerso al confronto con il governo e cercando il rifinanziamento dei fondi dedicati che ora sono scoperti”. Lo ha sottolineato Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli chiudendo i lavori degli Stati Generali dei Piccoli Comuni svoltisi a Roma al centro Congressi ‘La Nuvola’.
“Al momento del mio insediamento – ha ricordato – ho voluto sottolineare come fosse importante costruire un’agenda concreta per i piccoli Comuni, un’agenda fatta non di slogan ma di azioni pratiche e cose che si fanno veramente e come questa agenda dovesse partire da un ascolto di chi sta sul territorio. Le richieste e le idee che vengono da voi, le porteremo a tutti i tavoli ministeriali fino alla presidente del consiglio”.
In questo senso, il presidente ha posto l’accento su alcuni punti strategici e fondamentali. “In primo luogo, è assolutamente sbagliato separare la politica dei piccoli Comuni dalla politica dei Comuni medie e delle Città Metropolitane: è un errore politico e anche concettuale quando parliamo di un approccio sistemico”. Inoltre, “è molto importante identificare in maniera chiara che, quando parliamo di piccoli comuni, parliamo di un aspetto puramente dimensionale. Ma nell’ambito dei piccoli Comuni ci sono tante cose diverse con piccoli centri che a volte fanno parte delle aree metropolitane”, ha aggiunto il sindaco di Napoli.
Ancora secondo Manfredi, sotto i 5000 abitanti ci sono comuni che hanno una serie di problemi ma anche una serie di opportunità. “Si pensi ad esempio ai Comuni turistici che si sono associati firmando la Carta di Amalfi che hanno loro peculiarietà proprie. Oppure ai piccoli comuni nelle aree montane delle aree interne che sono sicuramente più fragili ma che rappresentano luoghi fondamentali dei luoghi di presidio dal punto di vista naturalistico ed enogastronomico”.
Più in generale il presidente Anci ha sottolineato il tema del personale che “richiede una visione innovativa: dobbiamo essere in grado di garantire le competenze che servono in ogni Comune. Non basta farsi carico dal punto di vista centrale del costo dei segretari comunali, ma dobbiamo lavorare per capire i fabbisogni esatti di ogni amministrazione locale e valutare le capacità assunzionali”, ha affermato Manfredi.
“Non possiamo avere una stessa ricetta per tutto, ma dobbiamo avere una visione d’insieme per tutto e trattare in una visione organica, quelle che sono le necessità, gli obiettivi e le soluzioni che servono per far crescere i piccoli Comuni”.
Infine, il presidente Anci ha ribadito la centralità dell’eguaglianza dei diritti. “La nostra Repubblica è nata sul principio di garantire a tutti i diritti costituzionali che sono il fondamento della nostra Repubblica. Noi non possiamo avere cittadini che questi diritti non li hanno semplicemente perché esistono delle regole assurde che equiparano un’area interna a una città di metropolitana”, ha concluso.