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Claudio Scajola a Lecce: "Le Province non sono un danno per i Comuni, ma l'unica possibilità di raccordo"

 

Il Presidente della Provincia di Imperia e Vicepresidente nazionale dell'Unione delle Province d'Italia (UPI), Claudio Scajola, è intervenuto oggi sul palco dell'Assemblea nazionale UPI in corso a Lecce, lanciando un forte appello per il rafforzamento del ruolo delle Province e chiedendo azioni concrete, anche semplici, per superare l'attuale fase di incertezza.

Il Vicepresidente Scajola ha ribadito l'insostituibilità dell'ente di area vasta, affermando che "Non si può pensare che non ci sia un ente di area vasta [...] e l'ente di area vasta che meglio rappresenta, attraverso anche il suo sistema organizzativo, è la Provincia". Ha lamentato la disomogeneità nella gestione delle deleghe e delle risorse tra le Regioni, sottolineando come la mancanza di una vera legge di riordino abbia portato ogni realtà a procedere in modo autonomo.

Un passaggio cruciale del suo intervento è stato l'invito a intensificare il dialogo con l'Anci, di cui fa parte come Sindaco, per evidenziare il valore dell'ente provinciale. "Le Province non sono un danno per i Comuni. Le Province sono l'unica possibilità di raccordo soprattutto sui piccoli Comuni", ha dichiarato Scajola. Ha poi messo in luce le criticità dell'attuale impianto normativo, che obbliga il Presidente a essere un Sindaco, ma non fornisce gli strumenti adeguati: "Se non si riesce a fare la grande riforma, incominciamo a fare le cose più semplici che si possono fare".

Tra le modifiche immediate proposte, il Vicepresidente UPI ha citato l'assurdità della differenza di durata dei mandati tra Presidente (4 anni) e Consiglio provinciale (2 anni), definendola un "pasticcio", e ha richiesto la possibilità di istituire una "mini giunta" accanto al Presidente, senza indennità, i cui componenti possano avere una delega di responsabilità effettiva.

Scajola ha anche toccato il delicato tema delle risorse economiche, criticando chi si limita alla lamentela: "Se noi facciamo continuamente la lamentazione che vogliamo più risorse, e le risorse non ci sono, la battaglia l'abbiam già persa". Ha quindi espresso pieno accordo con la linea del rigore finanziario per il contenimento della spesa e l'uscita dalla procedura d'infrazione (il limite del 3% di deficit), ma ha chiesto che si vada a ricercare le risorse in modo proattivo: "Non col piattino in mano nuove risorse; andiamo a vedere queste risorse dove le possiamo prendere".

Infine, il Presidente Scajola ha esortato la politica a non ignorare le evidenti responsabilità legate alla sicurezza delle infrastrutture (scuole e strade), criticando la revoca dei fondi per le strade: "abbiamo fatto questa cosa ridicola di [averci] sottratto i soldi per le strade, poi dopo sei mesi per recuperare di fronte alla evidente responsabilità che ci sarebbe stata nel non mettere in sicurezza le strade d'Italia". L'obiettivo, in assenza di una riforma che ripristini l'elezione diretta, è quello di un'azione più incisiva per far comprendere il ruolo essenziale delle Province.

 



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