19/11/2020

Claudio Scajola, sindaco di Imperia, componente dell’Ufficio di Presidenza di Anci Liguria e vicepresidente Anci è intervenuto nel corso dell’Assemblea nazionale alla tavola rotonda dal titolo “Cambiare stili di vita per superare la crisi”.

Relatori al panel, oltre a Scajola, il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il vicepresidente vicario dell’Anci e sindaco di Valdengo Roberto Pella, il sindaco di Ancona e presidente Anci Marche Valeria Maninelli, il sindaco di Monza Dario Allevi e rappresentanti del mondo della salute e della farmaceutica.
Il ministro Speranza ha sottolineato come si renda necessario recuperare “lo spirito della prima ondata di marzo, caratterizzata da un alto livello di collaborazione positiva istituzionale con i sindaci, per dare un messaggio univoco ai cittadini”, ha ribadito che le istituzioni devono lavorare assieme nella nuova stagione di investimenti che si aprirà dopo la pandemia nella sanità, stagione che vedrà “il potenziamento dei presidi sanitari territoriali, il rafforzamento dei servizi di prossimità, dell’assistenza domiciliare, delle farmacie”. Infine, ha sottolineato come nel nuovo Patto per la salute sia decisivo il ruolo dei sindaci.

Claudio Scajola ha affermato come sia necessario e urgente un piano di riforme sostanziale: “Bisogna andare ai fatti e costruire dei percorsi. Servono risorse, finanziamenti, ma soprattutto riforme”, ha detto.

“Abbiamo bisogno di prendere questa disgrazia della pandemia per un’opportunità di cambiamento – ha proseguito Scajola – Il tema della sanità da’ la responsabilità, come massima autorità sanitaria, al sindaco; di fatto gli conferisce soltanto la pericolosità delle competenze ma non gli strumenti. Il servizio sanitario nazionale, come ha previsto la grande riforma degli anni Sessanta-Ottanta prevedeva un servizio sanitario nazionale articolato sui comuni nella gestione di queste competenze, così come previsto dalla storia costituzionale italiana. Di fatto oggi assistiamo allo spettacolo indecoroso della parcellizzazione delle competenze, dove non si sa chi è responsabile di cosa, con grandissime difficoltà. Credo che sia necessaria una profonda riforma perché la gestione della salute e benessere del cittadino passa attraverso un rinnovato rapporto fra le le comunità locali e il sistema sanitario. Credo sia una riforma urgente e necessaria, il grande Patto passa attraverso una distribuzione diversa delle competenze nello spirito della conoscenza del territorio, accentrando al servizio sanitario nazionale le direttive, la guida, la risoluzione di una difficoltà globale dettata dalla pandemia, ma dobbiamo riportare alla responsabilità dei territori la gestione del benessere e della salute dei cittadini”.

Infine, un invito a tutti i sindaci e a cosa possono fare per i cittadini in questa seconda ondata pandemica: “Favoriamo la digitalizzazione, diamo più spazio ai parchi, alle attività sportive, pedonalizziamo gli spazi nei nostri comuni, costruiamo isole di benessere nelle nostre città”.

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