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Dal 1° gennaio è in vigore la nuova IMU: le principali novità

 

Dal 2026 cambia il modo in cui i Comuni decidono le tasse sugli immobili:

  • i Comuni devono seguire criteri standard (Allegato A del Decreto 6/11/2025). Possono ancora differenziare le aliquote, ma solo entro categorie predefinite e limiti massimi nazionali;
  • se un Comune non approva le nuove delibere secondo i criteri aggiornati, verranno applicate automaticamente le aliquote standard fissate dallo Stato.

Chi ha già approvato le aliquote nel 2025 seguendo il nuovo prospetto e non intende modificarle, non deve rifare la procedura; restano valide quelle dell'anno precedente.

La novità più importante riguarda chi possiede case a disposizione (non affittate):

  • i Comuni possono introdurre aliquote agevolate per le seconde case utilizzate solo saltuariamente (e non concesse in affitto o comodato);
  • per evitare dichiarazioni false, il Comune verificherà l'effettivo utilizzo tramite i consumi delle utenze (luce, acqua, gas) e l'arredamento (come già avviene per la TARI).

L'agevolazione non si applica agli immobili destinati agli affitti brevi o turistici.

Si amplia la possibilità di non pagare l'imposta per gli edifici inutilizzabili:

  • i Sindaci possono esentare l'IMU non solo per terremoti o alluvioni ma anche per "cause diverse", come crolli strutturali dovuti alla vecchiaia dell'edificio o cedimenti del terreno;
  • l'immobile deve essere oggettivamente non sicuro o inutilizzabile (inagibilità oggettiva).

Per maggiori dettagli consultare la FAQ.

 



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